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	<title>Carlo Cafiero</title>
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	<description>economist</description>
	<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:09:30 +0000</pubDate>
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		<title>Ideologia, Metodo, Prassi &#8230; cos&#8217;è sbagliato in economia?</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 11:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cari tutti,
sul gruppo Facebook &#8220;Il Centro di Portici&#8221; si sta svolgendo una discussione molto interessante.
Riporto qui un estratto del mio ultimo contributo a quella discussione, perché spero di suscitare ulteriori reazioni anche qui, e anche da chi, iscrittosi a questo blog, non vi ha da tempo aggiunto commenti.
&#8220;&#8230;
Con un ristretto gruppo di colleghi stiamo elaborando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 11pt; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;"></p>
<div class="post_message">Cari tutti,<br />
sul gruppo Facebook &#8220;Il Centro di Portici&#8221; si sta svolgendo una discussione molto interessante.</div>
<div class="post_message">Riporto qui un estratto del mio ultimo contributo a quella discussione, perché spero di suscitare ulteriori reazioni anche qui, e anche da chi, iscrittosi a questo blog, non vi ha da tempo aggiunto commenti.</div>
<div class="post_message">&#8220;&#8230;<br />
Con un ristretto gruppo di colleghi stiamo elaborando una raccolta di saggi sul nesso tra economia e felicità, in cui sono affrontate molte delle questioni che state ponendo in questa discussione.</p>
<p>Ha ragione Umberto a provare a distinguere le critiche (se ho capito bene) in base al &#8220;bersaglio&#8221; verso cui sono inirizzate, se, cioè, esse mirano a colpire gli assunti &#8220;morali&#8221; della teoria economica, la sua coerenza logica, o il rigore (o meno) con cui essa viene applicata.</p>
<p>Vi anticipo che, secondo me, c&#8217;è pane per i denti di tutti, nel senso che tutti e tre i campi sono fallaci, e che uno dei postulati delle nostre ipotesi di ricerca è che i vari &#8220;difetti&#8221; (basi ideologiche degli asssunti morali, vacuità dei modelli e errori di metodo) siano in realtà legati l&#8217;un l&#8217;altro dalla necessità di reggersi l&#8217;un l&#8217;altro, come un treppede traballante.</p>
<p>Noi siamo alla ricerca di un&#8217;origine comune ai vari difetti della teoria e della prassi dell&#8217;economia, origine che crediamo essere radicata in un più ampio movimento culturale che risale allo sviluppo del razionalismo che si è fondato su una mancata critica al pensiero &#8220;religioso&#8221;.</p>
<p>Uno dei punti chiave, che sono certo di aver espresso più volte nelle nostre lezioni e chiacchierate, è la mancata distinzione tra &#8220;bisogni&#8221; ed &#8220;esigenze&#8221;, che a sua volta nasce dal non riconoscimento della &#8220;realtà non materiale umana&#8221;.</p>
<p>Se effettivamente non esistesse nulla che non fosse &#8220;materiale&#8221;, la teoria utilitarista, il metodo della scelta razionale e l&#8217;uso della logica matematica sarebbero un apparato perfettamente adeguato alla rappresentazione dei comportamenti umani. E&#8217; la presenza del &#8220;non materiale&#8221; che rende l&#8217;apparato teorico-metodologico che lo trascura, debole, insufficiente, difettoso e - come molti di noi &#8220;sentono&#8221;, magari senza riuscire a spiegarlo bene, violento.</p>
<p>D&#8217;altra parte, la presenza della &#8220;valvola di sfogo&#8221; della religione - che tutt&#8217;altro che superata si è andata rafforzando nei secoli dal seicento ad oggi - ha permesso alla &#8220;pseudo scienza&#8221; dell&#8217;umano basata sull&#8217;annullamento del &#8220;non materiale&#8221; di procedere, crescere ed affermarsi culturalmente.</p>
<p>E&#8217; come se vivessimo immersi in una cultura basata sulla scissione tra ciò che è materiale (=umano) e ciò che è visto come spirituale (=divino), e che implicitamente veniamo spinti ad accettare che solo ciò che è materiale può essere studiato dalla scienza, mentre di tutto ciò che è spirituale, in quanto di fonte divina, non ci si deve occupare.</p>
<p>Ora, è fin troppo facile per chi abbia anche solo minimamente superato il pensiero religioso capire che dare un nome (dio) a ciò che non si comprende è un &#8220;trucco&#8221; che permette di spacciare la fede per conoscenza. Si costruisce una tautologia inattaccabile dal punto di vista della sua coerenza &#8220;interna&#8221;, ma che non consente di acquisire alcuna conoscenza.</p>
<p>&#8220;Tutto ciò che è divino non è comprensibile da mente umana, ma va accettato per fede&#8221;. &#8220;Non sono capace di comprendere le motivazioni vere degli affetti, allora gli affetti devono essere espressione del divino&#8221;&#8230;</p>
<p>Ma il sillogismo è fallace. Per chi ha letto la &#8220;Storia della filosofia greca&#8221; di De Crescenzo, è come quello studente che raccontava: &#8220;la locomotiva fischia&#8221;, &#8220;Socrate fischia&#8221;, quindi, &#8220;Socrate è una locomotiva&#8221;. Al che il prof gli ribadiva: &#8220;NO! avresti dovuto dire: TUTTO ciò che fischia è una locomotiva, Socrate fischia, quindi, Socrate è una locomotiva&#8221;. Al che lo studente conclude: &#8220;hai visto che è come dico io?&#8221; (Chissà perché, lo studente mi sembra Veltroni!!!)</p>
<p>L&#8217;errore sta nel fatto di ASSUMERE l&#8217;esistenza di dio, e di CREDERE che TUTTO ciò che non si comprende in un dato momento storico sia INCOMPRENSIBILE perché divino.</p>
<p>Ecco, a tutto questo un ricercatore che si possa dire tale deve dire: &#8220;NO&#8221;. Quello che non si comprende ANCORA va studiato, indagato, pensato con una mente libera dal condizionamento di un&#8217;idea di inconoscibilità. Solo così potremo sperare di continuare a progredire nella ricerca e nella conoscenza.</p>
<p>In economia, gli spunti da cui partire sono tanti. Qualcuno di voi ha accennato al fatto che la teoria economica spiega bene ALCUNI comportamenti, che è una buona approssimazione in CERTI altri casi.<br />
Vi propongo: e se il problema con la teoria economica nascesse nel momento in cui i comportamenti umani diventano &#8220;sociali&#8221;? Se cioè quello che la teoria economica proprio non riesce a cogliere fosse il RAPPORTO tra esseri umani? E riportandomi a quanto detto prima, se fosse perché è proprio e solo nel rapporto interumano che diventano rilevanti gli &#8220;affetti&#8221;, cioè quello che rubando l&#8217;espressione ad altri ho chiamato &#8220;realtà non materiale&#8221;?</p>
<p>Un caro saluto a tutti<br />
Carlo</p></div>
<p></span></p>
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		<title>Economia, fiducia, essere umano</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 20:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[What the heck is economics?]]></category>

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		<description><![CDATA[La discussione che si sta svolgendo nei commenti al mio messaggio di benvenuto sembra avere già preso una direzione precisa. (se volete leggerla, cliccate su &#8220;Comments/Trackbacks&#8221; del post &#8220;L&#8217;inizio&#8221;)
Mi sembra di poter dire che la questione ruota intorno all&#8217;IDEA di ESSERE UMANO che sottostà ai modelli che l&#8217;economia moderna usa.
 
Sono già venuti fuori termini quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">La discussione che si sta svolgendo nei commenti al mio messaggio di benvenuto sembra avere già preso una direzione precisa. (se volete leggerla, cliccate su &#8220;Comments/Trackbacks&#8221; del post &#8220;L&#8217;inizio&#8221;)</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Mi sembra di poter dire che la questione ruota intorno all&#8217;IDEA di ESSERE UMANO che sottostà ai modelli che l&#8217;economia moderna usa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Sono già venuti fuori termini quali &#8220;fiducia&#8221; e &#8220;sociale&#8221;, che richiamano alla mente la questione del rapporto interumano, e forse è su questo che dovremmo interrogarci.</span></span><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Cos&#8217;è il rapporto interumano? E&#8217; solo scambio o esiste anche la possibilità di condivisione? Può esso essere mediato solo dalla razionalità e dalla coscienza oppure c&#8217;è bisogno di riconoscere l&#8217;esistenza di sensibilità ed affetti che investono qualcosa che va al di là della coscienza e del pensiero logico-razionale? Esiste la possibilità di studiare il comportamento umano (fosse anche quando riferito solo alle scelte economiche) senza un riferimento a queste componenti non coscienti e irrazionali? E se il riferimento viene fatto, come si fa ad evitare di cadere nella trappola del pensiero religioso, per cui tali dimensioni affettive sarebbero espressioni dello &#8220;spirito&#8221;, e non dell&#8217;essere umano?</span></span><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Vi propongo di provare a prendere la mosse da queste domande, per esplorare la possibilità di &#8220;rifondare&#8221; una vera scienza dell&#8217;uomo, di cui l&#8217;economia potrebbe essere una branca.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;">Attendo con trepidazione i vostri commenti</span></span><span lang="EN-GB"><span style="font-size: small; font-family: Calibri;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 11pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Calibri&quot;,&quot;sans-serif&quot;; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: EN-GB; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;">Carlo</span></p>
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		<title>L&#8217;inizio</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 19:22:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[What the heck is economics?]]></category>

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		<description><![CDATA[A parte un po&#8217; di convenevoli, tutto cominciò con un commento di Aldo al mio post di benvenuto.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>A parte un po&#8217; di convenevoli, tutto cominciò con un commento di Aldo al mio post di benvenuto.</p>
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		<title>Era ora di rinnovarsi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 19:10:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[What the heck is economics?]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete avuto la bontà di visitare ancora www.carlocafiero.eu, oppure carlo.ilnostrocentro.info vi sarete accorti del rinnovamento. Il vecchio bblog (pace all&#8217;anima sua) non è più.
Ma non temete i vecchi post e i relativi commenti li ho salvati.
Con un po&#8217; di tempo li inserirò qui di seguito.
Intanto, bentornati.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete avuto la bontà di visitare ancora www.carlocafiero.eu, oppure carlo.ilnostrocentro.info vi sarete accorti del rinnovamento. Il vecchio bblog (pace all&#8217;anima sua) non è più.<br />
Ma non temete i vecchi post e i relativi commenti li ho salvati.</p>
<p>Con un po&#8217; di tempo li inserirò qui di seguito.</p>
<p>Intanto, bentornati.</p>
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		<title>Hello world!</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 18:34:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuti nel blog di Carlo Cafiero.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuti nel blog di Carlo Cafiero.</p>
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